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Patrimonio culturale di San Martino delle Scale

San Martino delle Scale è una frazione del comune di Monreale in provincia di Palermo.
La frazione sorge nei pressi del monastero benedettino.
Il paesaggio montuoso e ricco di boschi ne ha fatto una località particolarmente apprezzata dai palermitani per il soggiorno estivo, grazie al clima mite che offre nella stagione estiva.
 

L’Abbazia di San Martino delle Scale
L’Abbazia fu fondata, secondo una tradizione non documentata, da papa Gregorio nel VI secolo e poi distrutta dagli Arabi, molto più probabilmente essa risale al periodo normanno.
Di certo, fu rifondata nel 1347 da sei monaci provenienti dalla comunità di San Nicola di Nicolosi, guidati da don Angelo Sinisio, per desiderio dell’arcivescovo Emanuele Spinola.
Nel XVI secolo, la comunità cominciò ad espandersi dando origine ad un epoca di sviluppo anche architettonico; vennero riedificate la chiesa ed il primo nucleo del convento.
Vennero inoltre realizzate opere monumentali come il coro monastico, opera di artigiani Napoletani sul modello di quello di San Severino e Sossio.
La crescita continuò nel XVII secolo con l’opera degli architetti Giulio Lasso, nel 1608, che completò la chiesa e progettò il chiostro di San Benedetto, e Mariano Smiriglio nel 1613.
La fontana di San Benedetto nell’omonimo chiostro è opera di Giuseppe Pampillonia, importante artista palermitano, entrato a far parte della comunità.
Numerose sono le opere di Pietro Novelli: tra le quali nel refettorio l’affresco di San Daniele nella fossa dei leoni (1609); ed in Chiesa la pala di San Benedetto che consegna la sua regola ad ordini monastici e cavallereschi.
Lo sviluppo massimo dell’abbazia si ebbe alla fine del XVIII secolo, con l’opera di Venanzio Marvuglia ed il conseguente nuovo ampliamento dei locali con la realizzazione di una nuova ala a settentrione, con un dormitorio, uno scalone imperiale in marmo rosso, decorato in stile pompeiano, ed un monumentale prospetto in direzione di Palermo..
Pregiate erano inoltre la ricca biblioteca, la quadreria, il museo di antichità, che attirarono illustri viaggiatori.
All’opera di Ignazio Marabutti si deve la famosa fontana Dell’Oreto, sotto il campanile, ed il gruppo marmoreo di San Martino, in fondo al nuovo vestibolo.
Nel 1866 e 1869 il seguito alle leggi di soppressione degli ordini religiosi la comunità fu dispersa, essa sopravvisse grazie a don Ercole Tedeschi, monaco di grande spessore spirituale e culturale.
I beni artistici vennero dispersi verso varie biblioteche e musei dell’isola.
Buona parte dei beni artistici rimasti sono documentate in un Museo virtuale.
 

Monreale

Monreale (Murriali in siciliano) è un comune italiano di 36.895 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.
Distante 5 km a sud dal capoluogo, con i suoi 529 km2 è il sesto comune d'Italia per estensione territoriale, dopo Roma, Ravenna, Cerignola, Noto e Sassari, nonché il secondo comune italiano, dopo Roma, per numero di comuni confinanti (ben 23).
Le sue origini deriverebbero da un antico villaggio arabo situato alle pendici del Monte Caputo a 310 m sul livello del mare. L'importanza di Monreale comincia ad essere tale con l'avvento della dinastia normanna verso l'XI secolo. Era in questo luogo in cui i re normanni si ritiravano per riposare dalle fatiche della guerra e dal governo della Sicilia. Fu in una notte del 1171 che re Guglielmo II detto il Buono, ebbe in sogno l'apparizione della Madonna che gli svelava il posto dove era nascosto un immenso tesoro (bottino di guerra di suo padre), con il quale Guglielmo avrebbe dovuto erigere un tempio a lei dedicato. Il re non diede inizio senza indugi alla costruzione del tempio, del Palazzo Arcivescovile e del chiostro. Dispose che cento monaci della Badia di Cava, con a capo l'abate Teobaldo, si trasferissero a Monreale per officiare nel tempio. Essi giunsero a Monreale il 20 marzo 1176 e l'abate Teobaldo venne insignito del titolo di "Signore della Città". Il 5 febbraio 1182, Lucio III, su richiesta dello stesso Guglielmo, elevò la chiesa di Monreale a "Cattedrale Metropolitana". Primo arcivescovo della diocesi di Monreale è stato fra' Guglielmo del monastero dei Benedettini. Alla fine del XVII secolo l'Arcivescovo di Monreale possedeva 72 feudi. Dalla elevazione a Cattedrale Metropolitana ad oggi, la sede di Monreale ha avuto 54 arcivescovi e, tra questi, 14 cardinali della Chiesa. Già prima che il Duomo fosse finito, il mondo ne parlava con meraviglia: lo stesso papa Alessandro III, in una bolla inviata al sovrano nel 1174, esprimeva tutta la sua gioia per la solennità del monumento.
La costruzione più rappresentativa di Monreale è il Duomo costruito, sempre per volontà di Guglielmo II, fra il 1172 e il 1176. Lo stile di questo monumento conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo è composito, poiché si uniscono gusti differenti che rimandano all’architettura dell’Europa del nord e all’arte araba.
Le due torri massicce e solenni, fiancheggianti il portico d'ingresso costruito nel sec. XVIII) non conservano la forma originale, poiché in seguito ad un fulmine (1807) una è rimasta mutilata.

 

 

     
 
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